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 Fabrizio De André
Fabrizio De André >> I Fiori di De André
 Ascoltare con il naso. Udire con gli occhi. Non sempre lo si può fare. Certamente sì, con la musica di Fabrizio De André.  

Ce lo dimostra I fiori di Faber (Zem Edizioni, 2009, 96 pp, 15 Eu) pubblicato da Claudio Porchia con patrocinio morale della Fondazione Fabrizio De André onlus.
Il libro raccoglie i contributi di illustratori di sensibilità e tecniche differenti, riuniti nello stesso punto di partenza: lasciarsi ispirare dai riferimenti floreali presenti nelle canzoni più famose di Fabrizio De Andrè.
Un viaggio sinestetico, che coinvolge più sensi alla volta, un percorso che, attraverso i testi del grande cantautore genovese, permette a un acquarellista, un botanico, un cartoonist e a una illustratrice (in ordine,Dino GambettaLibereso Guglielmi,Tiziano Riverso e Martina Tauro, mentre sono di Valerio Venturi le schede musicali e di Renzo Borsotto la consulenza tecnicaolfattiva) di interpretare con il loro tratto personale, una caratteristica evidente ma finora poco esplorata della musica di De André: il suo legame con i fiori e la natura.

Una peculiarità innegabile per chi è esperto dell'opera di Faber, ma che non mancherà di sorprendere anche chi ama le sue canzoni. Fabrizio De André, come sottolineaPepimorgia, amico personale del cantautore, nell'introduzione, era un vero agricoltore. Una passione sbocciata già nell'infanzia, nella casa della nonna a Revignano d'Asti, nella campagna astigiana, dove la famiglia De André si era trasferita durante la guerra, e poi proseguita per tutta la vita, col soggiorno nella splendida Villa Paradiso a Genova, fino alla piena maturità. Una passione vissuta, come sempre, in direzione ostinata e contraria, che lo portò ad anticipare il moderno concetto di agriturismo nella casa dell'Agnata in Sardegna e a ricavare un angolo verde da cui guardare il cielo anche in città, nell’appartamento di Milano, sfidando il freddo e l'inquinamento, trent’anni prima di Michelle Obama.

E, come avrà notato chi ha visitato lamostra allestita a Genova a dieci anni dalla sua scomparsa, Faber per i suoi testi faceva ricerche approfondite, anche e soprattutto sui fiori che decideva di inserire nelle canzoni. Claudio Porchia entra nei dettagli e ci spiega, in un piccolo e interessante saggio, che cosa si nasconde dietro frasi ormai celeberrime come Dormi sepolto in un campo di grano o Ricordi fiorivan le violeo, ancora, nel rosso più o meno relativo dei papaveri de La guerra di Piero e dei petali di Bocca di rosa

Un piccolo manualetto che non mancherà di stuzzicare il lettore ad un ascolto ancor più intenso di De André, per scovarvi termini, citazioni floreali, particolari botanici che sarebbero seminati in più di 40 canzoni. Come il dualismo del rosso ne La guerra di Piero: lo stesso colore, ma su fiori diversi (papaveri, rose e tulipani) indica non più amore e passione, ma consolazione, compianto per un soldato tornato a casa morto. O i garofani di Crêuza de mä: il loro afrore copriva l'odore di salino e urina, il refrescumme tipico dei vicoli di Genova.

I proventi della vendita andranno alla Comunità di San Benedetto al Porto di Genova di Don Gallo che, dal cuore della città vecchia, ricordaDai diamanti non nasce niente… dal letame nascono i fior.


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